Il fumetto ci ha già regalato splendide versioni dell’epopea di Ulisse come l’adattamento in bianco e nero di Georges Pichard e Jacques Lob (Rizzoli Lizard) e quello concepito negli anni sessanta per il Corriere dei Piccoli da Hugo Pratt (Cong), non un vero e proprio fumetto ma un racconto molto illustrato. Visintin, veneto come Pratt, è un raffinato illustratore e disegnatore di fumetti che ha scelto un’opzione intermedia tra le due citate: un racconto sequenziale a colori senza balloon ma con brevi e tuttavia eloquenti frammenti di testo collocati sotto o sopra le tavole. L’originale intento dell’Odissea di Visintin è reso esplicito dal sottotitolo: Narrata allo sguardo. Perché le sue tavole sontuose e gigantesche, che riescono a unire colorazione pittorica con il segno grafico senza ucciderne la forza espressiva ma anzi magnificandolo, sono un’epopea dello sguardo. Non solo perché questi momenti scelti del viaggio di ritorno a Itaca di Ulisse abbacinano lo sguardo del lettore. Ma perché il vero protagonista, il vero deus ex machina, è qui sempre l’occhio, sia quando metaforizzato da segni circolari sia quando reso esplicito: come l’occhio dipinto sulla prua della nave di Ulisse che si fonde con quello della nave disegnata sull’anfora. Non si esce mai dalla rappresentazione nella microepopea raccontata dall’anziano Visintin per ellissi. Nell’era di TikTok gli conferisce quella profondità e densità di cui i social sono privi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1601 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati