Un’inchiesta del Washington Post.
Dovrebbero andare alle vittime dei conflitti. Ma non sempre è così. Un’inchiesta del Washington Post.
Dopo la tempesta monetaria, Asiaweek ha riunito economisti ed esperti. Al centro della discussione la gestione della competitività, l’apertura ai mercati stranieri, la burocrazia e il calo della qualità dell’istruzione.
Delle quattro forze fondamentali è la più quieta, schiva ed elusiva. Spesso resta in ombra, ma se non esistesse il Sole non splenderebbe. Sheldon Glashow, premio Nobel per la fisica, ne racconta i segreti.
Dopo decenni di lotte, oggi il jazz è finalmente considerato du tutti la musica classica degli Stati Uniti. Ma che cosa ha perso passando dai piccoli club alle grandi sale da concerto? E riuscirà a trovare un nuovo pubblico?
Il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato una serie di immagini diventate simboli, come questa qui accanto, scattata a Washington nel 1968 durante una manifestazione pacifista.
Trent’anni fa Paolo VI indirizzava una lettera apostolica alla Chiesa d’Africa, esortandola a conciliare l’eredità locale e il cristianesimo.
Fondata nel 1519 da un avventuriero spagnolo, la capitale cubana è oggi una città dall’atmosfera al tempo stesso allegra e malinconica. A spasso per il centro storico.
Sviluppo accelerato. Entrata nei mercati internazionali. Consumismo fine a se stesso. Ma sul piano dei valori sociali e artistici l’Asia orientale è in una fase calante.
L’inquinamento sta distruggendo il mar Baltico. E non tutti i paesi coinvolti sono disposti a fare qualcosa. Lo afferma il giornale norvegese Aftenposten.
Una volta Buenos Aires era una delle città con più cinema al mondo. Ma oggi escono solo i successi di Hollywood. Per gli altri film rimangono le videocassette.
Per Dominique Lestel, professore incaricato all’École supérieure, i primati fanno un uso della lingua puramente utilitario. E “non raccontano storie”.
Inserisci email e password per entrare nella tua area riservata.
Non hai un account su Internazionale?
Registrati