Dal Messico alla Cina, i giornali raccontano il processo all’uomo politico italiano più famoso del mondo. E si chiedono: sarà un processo-spettacolo come quello di O.J Simpson negli Stati Uniti?
Dati, fatti e progetti sul futuro del continente. Numero 1, giugno 1995.
Un giovane russo riesce a penetrare nei sistemi di sicurezza della rete informatica di gestione fondi della Citicorp. Con l’aiuto di alcuni complici sparsi per il mondo, dà il via alla rapina del secolo. Minuto per minuto, la cronaca del Wall Street Journal.
Nicholas Henderson, New York Times Book Review.
Gli occidentali hanno sempre capito meglio il progetto della Grande Serbia, fondato sulla nazionalità, che non quello bosniaco fondato sulla cittadinanza. Lo dimostra anche la spartizione di fatto della Bosnia decisa a Ginevra. Ma una pace così porta il mondo indietro di anni.
Yojana Sharma, South China Morning Post.
Andreotti è il politico italiano più famoso nel mondo. E la parola italiana “mafia” è entrata nei vocabolari di tutte le lingue. Naturale, quindi, che la stampa straniera abbia dedicato grande attenzione a un evento che si annuncia come l’equivalente del processo a O.J. Simpson.
Con l’apertura economica, le frontiere cinesi sono ormai più facili da attraversare. E i confini con il Myanmar e il Vietnam sono diventati il punto di passaggio di enormi quantitativi di stupefacenti. Un’inchiesta del settimanale Asiaweek.
Alle prese con una recessione senza precedenti, le autorità cubane aprono la loro economia ai capitali internazionali. Le imprese americane temono di arrivare troppo tardi se l’embargo non sarà tolto. Ma i repubblicani del Congresso statunitense hanno dichiarato guerra a Castro.
All’inizio c’era solo un piccolo bar sulla chaussée d’Ixelles. Poi, a poco a poco, la comunità zairese ha dato vita a un intero quartiere. Negozi, bar, traffici più o meno illeciti: tutto questo è Matongué. Ma oggi la speculazione edilizia rischia di farlo scomparire.
Il tempio di Neasden è il più importante esempio di architettura indù mai realizzata fuori dell’India. Dopo tre anni di lavori, è stato inaugurato lo scorso agosto con un’imponente cerimonia durata sei giorni. Le foto di David Modell.
La guerra e il saccheggio sistematico del Museo nazionale afgano hanno cancellato il patrimonio culturale del paese. Era uno dei musei più ricchi della regione, e copriva cinquantamila anni di storia dell’Afghanistan e dell’Asia centrale.
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