Muhsin Hendricks, considerato il primo imam apertamente gay del mondo, è stato ucciso il 15 febbraio vicino a Port Elizabeth, in Sudafrica, ha annunciato la polizia della provincia del Capo Orientale.

“Hendricks, che aveva 58 anni, è stato ucciso da due uomini armati con il volto coperto intorno alle 10 del mattino, mentre si trovava in un’automobile con l’autista”, ha precisato la polizia in un comunicato.

Una portavoce della polizia ha confermato all’Afp l’autenticità di un video dell’attacco pubblicato sui social network.

“Il movente dell’omicidio è al momento sconosciuto”, ha dichiarato la polizia.

Originario di Città del Capo, Hendricks aveva dichiarato apertamente la sua omosessualità nel 1996. Gestiva la moschea Al Ghurbaah a Wynberg, un sobborgo di Città del Capo, aperta alla comunità lgbt+.

“Questa moschea è uno spazio sicuro per le persone che vivono ai margini della società musulmana e che sono stigmatizzate e ostracizzate a causa di ciò che sono e di come s’identificano”, si legge sul sito della fondazione legata alla moschea.

Il documentario The radical

Nel 2022 la storia di Hendricks era stata raccontata nel documentario The radical, proiettato in vari festival nel mondo.

“Il bisogno di essere me stesso è più forte della paura di morire”, aveva dichiarato Hendricks nel documentario, riferendosi alle minacce ricevute a causa della sua omosessualità.

L’ong Ilga World (International lesbian, gay, bisexual, trans and intersex association) ha espresso in un comunicato “profondo shock per l’omicidio di Hendricks”.

Julia Ehrt, direttrice esecutiva dell’ong, ha invitato le autorità “a condurre un’indagine approfondita su quello che potrebbe essere un crimine d’odio”.

Il Sudafrica ha uno dei tassi di omicidi più alti del mondo. Tra il febbraio 2023 e il febbraio 2024 sono stati commessi quasi 28mila omicidi, cioè una media di più di 75 al giorno.