Il 20 febbraio l’ex presidente boliviano Evo Morales ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 17 agosto, sfidando apertamente un divieto della giustizia, che l’ha dichiarato ineleggibile, e che ha anche emesso un mandato d’arresto contro di lui per “traffico aggravato di esseri umani nei confronti di una minorenne”.
In una conferenza stampa tenuta nella sua roccaforte nella provincia centrale di Chapare, Morales, 65 anni, ha affermato che si candiderà per un partito diverso dal Movimento per il socialismo (Mas, sinistra), la formazione al potere che ha guidato per molti anni.
“Trionferemo con il Fronte per la vittoria”, ha dichiarato l’ex presidente (2006-2019), riferendosi al suo nuovo partito.
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Nel novembre scorso la corte costituzionale aveva estromesso Morales dalla guida del Mas, riconoscendo una nuova leadership vicina al presidente Luis Arce, che non ha ancora annunciato pubblicamente la sua candidatura per un nuovo mandato.
Morales punta a tornare al potere nonostante la corte costituzionale abbia confermato alla fine del 2024 un limite di due mandati presidenziali.
Il Fronte per la vittoria, un piccolo partito di sinistra senza rappresentanza in parlamento, ha raggiunto un accordo con Morales per farne il suo “unico candidato” alla presidenza, secondo un documento letto da un portavoce durante la conferenza stampa.
“Abbiamo preso questa decisione per rilanciare il nostro paese, che sta andando verso la rovina”, ha dichiarato Eusebio Rodríguez, leader del Fronte per la vittoria.
La Bolivia attraversa una grave crisi economica dovuta alla carenza di dollari e
carburante. Dovendo sovvenzionare le importazioni di carburante, il governo ha finito per prosciugare le riserve di valuta estera del paese.
Oltre alla questione dell’ineleggibilità, il primo presidente indigeno della Bolivia è oggetto di un mandato d’arresto per “traffico aggravato di esseri umani nei confronti di una minorenne”.
Secondo la procura, nel 2015 Morales ha avuto una relazione con una ragazza di 15 anni, da cui ha avuto una figlia, con il consenso dei genitori, che in cambio hanno ottenuto dei vantaggi.
Morales sostiene invece di essere vittima di una persecuzione politica orchestrata da Arce.