
Il gay pride di Tbilisi è stato cancellato dopo un’ondata di violenze omofobe. Il corteo doveva tenersi il pomeriggio del 5 luglio; già dalla mattina erano cominciati i preparativi e gli eventi legati alla manifestazione, che si erano svolti al chiuso nei giorni precedenti, non avevano avuto problemi. Ma qualche ora prima della sfilata alcuni gruppi di estremisti di destra e vicini alla chiesa ortodossa locale hanno attaccato i giornalisti arrivati su viale Rustaveli, nel centro della città, per raccontare l’evento. Poi sono stati vandalizzati gli uffici del Tbilisi pride. Nel primo pomeriggio è arrivata la decisione di annullare il corteo, che sarebbe stato il secondo nella storia del paese dopo quello del 2019. Gli organizzatori hanno accusato il governo di non aver protetto i manifestanti e di aver sottovalutato la minaccia degli estremisti. Il 6 luglio, riferisce Rfe/Rl, migliaia di cittadini si sono radunati davanti al palazzo del parlamento per protestare contro e violenze e in solidarietà con le persone ferite.
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Questo articolo è uscito sul numero 1417 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati