Il film di Dahan (La vie en rose, Grace di Monaco) racconta la vita ricca e tormentata di un’icona politica del novecento: la vita in famiglia nel sud della Francia, la deportazione ad Auschwitz, la sua lotta per la dignità dei prigionieri algerini alla fine degli anni cinquanta, l’epopea della legge sull’aborto nel 1974, l’impegno a favore dell’Europa e contro il Front national. È parte della memoria francese e sette anni fa è entrata al Panthéon. Qualcuno potrà accusare il film di semplificare eccessivamente il personaggio, sfiorando l’agiografia. Ma il regista rivendica il carattere didattico della sua pellicola in cui risuonano le battaglie dei giovani di oggi.
Claire Bommelaer, Le Figaro

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Questo articolo è uscito sul numero 1599 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati