Animali da allevamento, consumatori, elettori e Unione europea: hanno vinto tutti in un colpo solo. Gli animali non saranno più confinati nelle gabbie. I consumatori potranno contare sul fatto che la carne che mangiano proviene da animali allevati in condizioni più dignitose. I cittadini europei constateranno che la loro voce è stata ascoltata dalla Commissione europea. Non è un risultato da poco.

Più di 170 organizzazioni hanno sostenuto l’iniziativa popolare End cage farming, che dal 2018 è stata sottoscritta da 1,4 milioni di europei in 18 stati. La loro richiesta comune era che gli animali da allevamento fossero liberati dalle gabbie. E così sarà. L’adesione è stata così ampia che la Commissione si è impegnata a presentare entro il 2023 una legislazione che eliminerà gradualmente l’allevamento in gabbia in tutta l’Unione. Non sorprende che l’associazione danese per la protezione degli animali abbia espresso soddisfazione. Ma anche l’organizzazione degli agricoltori e allevatori danesi ha accolto con favore l’iniziativa, perché assicura condizioni di equità rispetto alla concorrenza degli allevatori di altri paesi.

C’è il rischio che la carne sugli scaffali dei supermercati diventi un po’ più cara. Ma se finiremo per mangiare meno carne e più verdura, questo non farà bene solo agli animali e alla nostra salute: passare a una dieta più ricca di vegetali è necessario per fermare l’emergenza climatica. Questa decisione, quindi, è buona per gli animali, spinge a mangiare meglio, incoraggia i consumatori e crea fiducia nella capacità d’azione delle istituzioni europee. Ben fatto, Unione europea! ◆ fc

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Questo articolo è uscito sul numero 1417 di Internazionale, a pagina 19. Compra questo numero | Abbonati