Il 4 luglio l’autorità cinese che regola internet ha ordinato agli store di applicazioni di eliminare la app di Didi, un servizio per noleggiare vetture con autista. L’app, la più usata dai cinesi per spostarsi, avrebbe violato le norme sulla raccolta dei dati personali. Pochi giorni prima l’azienda era sbarcata a Wall street, raccogliendo 4,4 miliardi di dollari nell’offerta pubblica iniziale. Anche altre tre società quotate sul mercato statunitense sono ora sotto l’esame dell’autorità, che, ha fatto sapere Pechino, aumenterà i controlli sulle aziende cinesi quotate all’estero, scrive Nikkei Asia.
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Questo articolo è uscito sul numero 1417 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati