Un bambino tra i nove e i quindici mesi consuma il 50 per cento di energia in più al giorno di un adulto, mentre un ultranovantenne il 26 per cento in meno, spiegano su Science gli autori di un grande studio che ha tracciato la curva energetica nel corso della vita, esaminando i dati di 6.421 persone, tra gli 8 giorni e i 95 anni, raccolti in 29 nazioni. Raggiunto il suo apice nel primo anno di età, il metabolismo cala lentamente fino ai vent’anni per poi rimanere stabile a lungo. Solo una volta superati i sessant’anni comincia a diminuire. La ricerca non ha rilevato differenze nel tasso metabolico per chilo tra uomini e donne, né variazioni durante la gravidanza e la menopausa. Un’ipotesi è che il dispendio energetico acceleri nei bambini perché lo sviluppo del cervello e di altri organi richiede molta energia, e rallenti negli anziani con il declino fisiologico di organi e tessuti. Questi risultati possono essere utili per valutare il reale fabbisogno energetico e per i dosaggi dei farmaci per bambini e anziani.
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Questo articolo è uscito sul numero 1423 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati