
L’intervista a uno dei due soldati nordcoreani catturati dalle truppe ucraine, resa pubblica il 20 gennaio dal presidente Volodymyr Zelenskyj, fa luce sui costi umani e sulle implicazioni geopolitiche dell’alleanza tra Mosca e Pyongyang, scrive The Diplomat. Il soldato ha ribadito che non sapeva che sarebbe stato mandato a combattere in Ucraina, a conferma del fatto che il regime di Kim Jong-un non sta informando la popolazione sull’invio di truppe al fronte, anche se la propaganda glorifica la partnership con la Russia. Mandare truppe a morire all’estero potrebbe creare malcontento e smentire l’idea dell’autosufficienza alla base della juche, l’ideologia di stato. Il soldato ha inoltre smentito che Pyongyang abbia fornito a Mosca uomini di un’unità speciale: in realtà dice di non aver ricevuto un addestramento particolare prima di essere portato in Russia. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1600 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati