è un film bellissimo e misterioso, un cinema lento che rallenta il battito cardiaco.
Con il suo primo film realizzato in inglese, su una donna straniera trapiantata in Colombia, il maestro tailandese forse conferma la sua arte. Apichatpong Weerasethakul ci offre il suo genere di esaltazione, la sua abolizione della gravità. Con uno stile pacatamente realista, riesce a convincerti che i morti e i vivi, il passato e il presente, il terrestre e l’alieno, esistono fianco a fianco. Memoria è un film bellissimo e misterioso, un cinema lento che rallenta il battito cardiaco. Peter Bradshaw, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1419 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati