Il 25 marzo le autorità hanno portato avanti la repressione in Turchia, dove più di 1.400 persone sono state arrestate in meno di una settimana per aver partecipato alle manifestazioni di protesta dopo l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, principale oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

Finora 1.418 persone sono state arrestate per aver partecipato a manifestazioni vietate, hanno annunciato il 25 marzo le autorità.

Lo stesso giorno un tribunale di Istanbul ha ordinato la custodia cautelare in carcere per sette giornalisti turchi, tra cui un fotografo dell’Afp, accusati di aver partecipato a manifestazioni vietate.

Il fotografo dell’Afp, Yasin Akgül, ha spiegato di essersi limitato a fare il suo lavoro durante una manifestazione a Istanbul.

L’ong Reporter senza frontiere (Rsf) ha definito “vergognoso” l’arresto dei giornalisti, aggiungendo che “quanto sta accadendo in Turchia è gravissimo”.

Il 25 marzo le Nazioni Unite hanno espresso forte preoccupazione per gli arresti di massa in Turchia, invitando le autorità ad aprire un’inchiesta sulle accuse di uso eccessivo della forza contro i manifestanti.

“Siamo molto preoccupati anche per l’arresto di İmamoğlu, il sindaco democraticamente eletto di Istanbul”, ha dichiarato in un comunicato Liz Throssell, portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Divieti di manifestare sono attualmente in vigore nelle tre principali città turche: Istanbul, la capitale Ankara e Smirne.

Özgür Özel, leader del Partito popolare repubblicano (Chp), la principale formazione d’opposizione, ha però indetto una nuova manifestazione a Istanbul la sera del 25 marzo, denunciando la “deriva fascista” del governo.

İmamoğlu è stato incarcerato nella prigione di Silivri, un comune della provincia di Istanbul, con l’accusa di “corruzione”, che molti considerano politicamente motivata.

Il sindaco di Istanbul era infatti il principale rivale di Erdoğan in vista delle elezioni presidenziali del 2028.

“Dovete smetterla di turbare la pace dei nostri concittadini con le vostre provocazioni”, ha dichiarato la sera del 24 marzo Erdoğan, rivolgendosi direttamente all’opposizione durante un discorso in tv.