Una decina d’anni fa, l’iraniano Asghar Farhadi conquistava la fama mondiale con Una separazione, storia di una coppia che divorzia a Teheran. A hero è un film altrettanto lucido, preciso ed emozionante, con un protagonista che ispira simpatia ma leggermente indecifrabile. Ramin (Amir Jadidi) è in permesso di uscita dal carcere dove è finito per reati finanziari. In pochi giorni vorrebbe ripagare parte dei suoi debiti, rimettersi in carreggiata e soprattutto riconquistare la sua dignità, perché l’apparenza di rispettabilità è tutto. Ma il suo fragile piano fa affidamento su 17 monete d’oro trovate in una borsa per strada dalla sua nuova compagna (che Ramin vorrebbe sposare). Farhadi gestisce la vicenda brillantemente, impedendo allo spettatore di spazzare via quella sorta di nebbia che avvolge Ramin rendendolo ambiguo. A hero è un superbo gioco morale che c’immerge nei valori e nei rituali della società iraniana e ci tiene in sospeso fino all’ultima potente scena. Dave Calhoun, Time Out
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Questo articolo è uscito sul numero 1419 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati