Nell’era post-John Wick il cinema d’azione è stato rivitalizzato e modernizzato (più proiettili, più sangue, più coreografie) e le emozioni che genera sono più vicine a un altro piacere cinematografico: la farsa. Per portare tutto all’estremo Mr. Morfina parte da una premessa semplice, ai limiti dello stupido: a causa di un problema genetico Nate (Quaid) non riesce a sentire alcun tipo di dolore fisico. Non avendo “l’allarme” fornito dai sensori del dolore, si è chiuso in una bolla, temendo di farsi male e magari uccidersi senza neanche accorgersene. Ma dopo una notte insieme alla collega Sherry (Amber Midthunder) la sua vita cambia. E quando lei è presa in ostaggio durante una rapina in banca, Nate si getta all’inseguimento dei sequestratori. Una missione di salvataggio che comporta ogni genere di potenziale sofferenza. Di per sé il film non sarebbe originale. Quello che fa funzionare tutto è proprio Jack Quaid, con il suo carisma goffo e fanciullesco.
Brandon Yu, The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1607 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati