Il 24 febbraio un giudice federale statunitense ha respinto un ricorso urgente presentato dall’agenzia di stampa Associated Press (Ap) per avere pieno accesso alla Casa Bianca, senza pronunciarsi sul merito della controversia con l’amministrazione Trump.
L’Ap, un pilastro del giornalismo statunitense, è stata bandita dallo Studio ovale e dall’aereo presidenziale Air Force One per aver rifiutato di usare la nuova denominazione del golfo del Messico, ribattezzato golfo d’America con un ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump.
Il 24 febbraio, durante la conferenza stampa congiunta a Washington dei presidenti di Stati Uniti e Francia, Trump ed Emmanuel Macron, gli inviati dei mezzi d’informazione francesi hanno lasciato la prima domanda al loro collega dell’Ap, in un gesto di solidarietà.
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La settimana scorsa l’Ap aveva intentato un’azione legale contro Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca, Taylor Budowich, uno dei suoi vice, e Karoline Leavitt, portavoce di Trump.
Il giudice ha respinto la richiesta dell’agenzia di stampa di garantirle immediatamente il pieno accesso a tutti gli eventi della Casa Bianca, ma ha chiesto alle parti di presentare le loro argomentazioni per iscritto e ha fissato una nuova udienza per il 20 marzo.
La Casa Bianca ha accolto con favore la decisione, ribadendo in un comunicato che l’accesso allo Studio ovale e all’Air Force One è “un privilegio concesso ai giornalisti, non un diritto”. “Questa è l’amministrazione più trasparente della storia americana”, si legge nel comunicato.
Tuttavia, durante l’udienza il giudice ha avvertito i rappresentanti del governo che la giurisprudenza in materia di libertà di stampa tende a escludere la legittimità di restrizioni simili, secondo quanto riferito da alcuni mezzi d’informazione.
L’Ap ha invocato il primo emendamento della costituzione statunitense, che garantisce la libertà di stampa e d’espressione.
“La stampa e tutti i cittadini degli Stati Uniti hanno il diritto di usare le parole che vogliono senza subire ritorsioni governative”, ha affermato l’agenzia di stampa, che ha messo in guardia da “una minaccia alla libertà”.
Il 20 febbraio Trump aveva definito l’Ap “un’organizzazione della sinistra radicale”.
In un editoriale l’agenzia di stampa ha ricordato inoltre che l’ordine esecutivo di Trump vale solo per gli Stati Uniti, mentre il Messico, gli altri paesi e le istituzioni internazionali non sono tenuti a rispettarlo.
“Continueremo quindi a usare il nome originale, pur riconoscendo quello nuovo scelto da Trump”, ha proseguito l’agenzia, sottolineando che “il golfo del Messico si chiama così da più di quattro secoli”.
L’Ap, fondata nel 1846 da alcuni giornali di New York, impiega attualmente più di tremila persone nel mondo.