Il 25 febbraio il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha escluso “negoziati diretti” con gli Stati Uniti sul programma nucleare dell’Iran nell’attuale contesto di “massima pressione” esercitata dal presidente statunitense Donald Trump.
Trump aveva già attuato una politica di “massima pressione” nei confronti dell’Iran durante il suo primo mandato (2017-2021), reintroducendo delle sanzioni per indebolire il paese e isolarlo sulla scena internazionale.
Dopo il suo ritorno al potere a gennaio, il presidente statunitense si è detto favorevole a dei negoziati con l’Iran sul suo programma nucleare, ma allo stesso tempo ha rafforzato le sanzioni contro Teheran.
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Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
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“Non negozieremo sotto la pressione di minacce e sanzioni”, ha dichiarato Araghchi dopo che Washington ha annunciato nuove sanzioni contro il settore petrolifero iraniano.
“Nell’attuale situazione non c’è alcuna possibilità di negoziati diretti tra noi e gli Stati Uniti in tema di nucleare”, ha aggiunto, in occasione di un incontro a Teheran con il suo collega russo Sergej Lavrov.
Nel 2018 gli Stati Uniti si erano ritirati unilateralmente dall’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano, firmato tre anni prima all’epoca della presidenza di Barack Obama, che offriva all’Iran un alleggerimento delle sanzioni in cambio di limitazioni alle sue ambizioni nucleari.
L’accordo era stato firmato anche da Russia, Cina, Francia, Germania e Regno Unito.
In un gesto di ritorsione dopo il ritiro degli Stati Uniti, Teheran aveva rinnegato i suoi impegni e rilanciato il suo programma nucleare.
L’Iran sostiene da sempre che il suo programma non abbia scopi militari ma civili, in particolare nel settore dell’energia.
Durante il loro incontro a Teheran, Araghchi ha discusso con Lavrov anche della situazione in Medio Oriente.
Sottoposti a pesanti sanzioni internazionali, negli ultimi anni l’Iran e la Russia hanno rafforzato i loro legami, soprattutto dopo l’inizio della guerra in Ucraina.
Il mese scorso il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha firmato in Russia un accordo di partenariato strategico con il suo collega Vladimir Putin, che rafforza in particolare la cooperazione militare tra i due paesi.