Bersaglio delle invettive di Donald Trump ed Elon Musk, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj è sottoposto a pressioni crescenti per cooperare con gli Stati Uniti, che puntano a chiudere in tempi rapidi la guerra con la Russia.

“Il presidente Trump è molto frustrato per il comportamento di Zelenskyj, che non sembra voler cogliere la grande opportunità che gli abbiamo dato”, ha affermato il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz.

“Penso che alla fine si ricrederà, e spero che lo faccia rapidamente”, ha aggiunto.

Il riavvicinamento tra gli Stati Uniti e la Russia sta causando una frattura tra Washington e Kiev, che dipende dagli aiuti statunitensi per resistere all’invasione russa.

Trump e Zelenskyj si sono scambiati pesanti attacchi personali dopo i colloqui russo-americani del 18 febbraio in Arabia Saudita.

“Zelenskyj è disprezzato dal popolo ucraino”, ha dichiarato Musk sul social network X, di cui è proprietario, mentre il 19 febbraio Trump aveva definito il presidente ucraino un “dittatore”.

Zelenskyj aveva reagito affermando che “Trump vive in uno spazio di disinformazione creato dalla Russia”. In precedenza aveva respinto una proposta di Washington in base alla quale, in cambio degli aiuti statunitensi già forniti, Kiev avrebbe dovuto garantire l’accesso al 50 per cento dei minerali strategici dell’Ucraina.

Waltz ha definito “inaccettabili” gli “insulti” rivolti dal presidente ucraino a Trump.

Nonostante le tensioni, il 20 febbraio Zelenskyj ha ricevuto a Kiev l’inviato statunitense per l’Ucraina, Keith Kellogg, con il quale ha riferito di aver avuto “discussioni produttive sulla situazione sul campo di battaglia, sul rimpatrio dei prigionieri di guerra e sulle garanzie di sicurezza per il paese”.

“Le solide relazioni tra l’Ucraina e gli Stati Uniti vanno a beneficio del mondo intero”, ha commentato il presidente ucraino dopo l’incontro.

In questi giorni difficili Zelenskyj ha ricevuto il sostegno dell’Unione europea e di vari leader di paesi europei.

Il presidente francese Emmanuel Macron sarà in visita ufficiale a Washington il 24 febbraio. Sui social network ha fatto sapere che dirà a Trump che “non può mostrarsi debole” con il presidente russo Vladimir Putin.

Il primo ministro britannico Keir Starmer sarà invece a Washington il 27 febbraio.

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha invece annunciato che il 24 febbraio sarà a Kiev per “riaffermare il sostegno della Spagna alla democrazia ucraina”.